martedì, gennaio 16, 2007

embarassing moments in history

9 Novembre 1989

Cade il Muro di Berlino, la città divisa in due torna ad essere unita.
Uno dei giorni più importanti che mi ricorda di esserci nella mia breve vita. In germania si vedono ancora oggi resti di quel periodo di divisione e Berlino stessa.
Crolla anche uno dei più grandi paradossi del secolo : quelli che erano liberi erano costretti a vivere dentro un muro per evitare che i cittadini dell'est li raggiungessero.
Cittadini dell' Est che vivevano in povertà e senza libertà, spiati in ogni momento della loro vita dalla stasi, la polizia di stato. Ma non voglio nemmeno parlare troppo della situazione nella ex germani est...

Il 31 dicembre 1989 si organizza per festggiare il capodanno un mega concerto alla porta di Brandeburgo, simbolo del crollo del Muro e tra i tanti ospiti internazionali viene invitato anche David Hasselhoff, che, se da noi in Italia è diventato famoso per aver guidato un auto che non aveva bisogno di autista, in germani è più famoso come cantante... e quella sera davanti al popolo berlinese riunito non trova di meglio che cantare la sua Hit del momento "looking for freedom"

lasciando da parte la giacca che ha sfoggiato quella sera che non merita certo commenti specifici talmente è pacchiana e di cattivo gusto anche per i fantastici anni 80, abbinata poi a quella sciarpa, vorrei porre l'attenzione sul testo della canzone, che se dal titolo sembrava appropriata ad un analisi più approfondita, mi vergogno per lui...

One morning in june some twenty years ago
I was born a rich man’s son
I had everything that money could buy
But freedom - I had none


I’ve been lookin’ for freedom
I’ve been lookin’ so long
I’ve been lookin’ for freedom
Still the search goes on
I’ve been lookin’ for freedom
Since I left my home town
I’ve been lookin’ for freedom
Still it can’t be found

I headed down the track, my baggage on my back
I left the city far behind
Walkin’ down the road, with my heavy load
Tryin’ to find some peace of mind
Father said you’ll be sorry, son,
If you leave your home this way
And when you realize the freedom money buys
You’ll come running home some day

I paid a lotta dues, had plenty to lose
Travelling across the land
Worked on a farm, got some muscle in my arm
But still I’m not a self-made man
I’ll be on the run for many years to come
I’ll be searching door to door
But, given some time, some day I’m gonna find
The freedom I’ve been searchin’ for

davanti a migliaia di persone che per anni non hanno saputo cos'era la libertà, David Hasselhoff cantava la storia di un figlio che voleva la libertà dal padre ricco... indossando pure quella giacca assurda...
senza parole

6 commenti:

Ylith ha detto...

Che dire?
Purtroppo c'è da prendersi quello che c'è...
non credo che in quel periodo prestassero tanta anttenzione a come fosse vestito Hasselof, ma al fatto che era lì. ^^

A parte questo... io e l'inglese facciamo a pugni, quindi passo per la traduzione del testo. ^^

il.Benci ha detto...

i primi versi recitano:

ero nato da un padre ricco
avevo tutto ciò che i soldi potevano comprare
ma di libertà non ne avevo...

peccato per lui la libertà era staccarsi dal padre e dai suoi soldi

Fabio ha detto...

mah sai da quel carciofone di hasselof non è che mi apettassi molto di più...mah la giacca l'ha esssa perchè era in tinta con super car?...cioè si accende a ritmo con la luce davanti di supercar?

e poi sul testo della canzone che dire...stendiamo un velo pietoso...

alb ha detto...

non ho mai sentito la canzone di hasselof, ma non credo possa essere peggio di wind of change degli scorpions, musicalmente terrificante e col testo più retorico mai sentito.
il regime comunista della germania est è stato certamente terrificante (come tutti i regimi), ma il muro è stato eretto per impedire la fuga di ingegneri e medici che studiavano gratis delle ottime università dell'est, e appena laureati andavano a godersi i marchi all'ovest, dove erano ricercati per la loro ottima istruzione. un po' di coerenza magari li avrebbe fatti andare all'ovest prima...

Elena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Elena ha detto...

... un uomo un perché... c'è chi mi ha confidato che vorrebbe la sua giacca. e io confido a mia volta: vorrei suo padre!!

Ele